venerdì 27 maggio 2011

immagini digitali

scusate la lunga assenza, ma in questo periodo sto cercando di organizzare un evento molto importante a riguardo l'editori digitale, ma fino a che non ho niente di sicuro non posso ancora pubblicarlo, nel frattempo però ho iniziato il canovaccio del prossimo saggio che cercherò di pubblicare. Un saggio che segue quello precedente, E-Drawing, e con cui vorrei aprire maggiormente il tema delle immagini digitali. Cercherò man mano che concludo dei passaggi importanti, di pubblicare su questo blog quello che ho elaborato con la speranza anche da parte di chi legge di avere suggerimenti, correzioni o chiarimenti. buona lettura. Vi informo anche che su iTunes nella categoria di iTunes U, la sezione dedicata alle Università, nell'elenco delle varie Università di tutto il mondo sono presenti alla lettera U, le uniche tre Università italiana, tra cui quella di Pisa. Se cliccate sul nome Università di Pisa, si apre la home page e vi si trovano varie applicazioni con il nome dei dipartimenti.Con gradita sorpresa ho trovato  le registrazioni video dei vari seminari e nella applicazione del seminario di Informatica Umanistica tra i vari interventi c'è anche il mio sugli E-Drawing., mentre nella applicazione Museo della Grafica ci sono diverse interviste a Roberto Innocenti e una a Scarabottolo, due grandi nomi dell'Illustrazione Italiana, buona visita. (una volta scaricato il download dalla applicazione ve lo ritrovate, per chi ha un IPAD, nella applicazione IPOD)








Le nuove immagini digitali



Una delle più importanti differenze tra una immagine tradizionale e una digitale è la sua tipologia di trasmissione dei valori cromatici al nostro apparato visivo.
I colori materici esistono e funzionano solo con la  luce, naturale  o artificiale che sia.

 La luce  come vettore di trasporto informativo trasmette la frequenza che fa distinguere i colori alla nostra retina. Volendo essere pignoli, i capolavori della pittura oggi non  sono letti o percepiti nella stessa maniera di come  l'artista li ha pensati e creati.

Caravaggio, Tiziano, e tutti gli altri hanno progettato ed eseguito le loro tavole alla presenza di una particolare fonte di luce: quella naturale del sole o al limite quella di una fiamma di una torcia.  Solo con queste fonti di luce loro distinguevano i colori e costruivano i loro capolavori. Lo strumento con cui hanno eseguito il concerto di note cromatiche dei loro quadri era uno strumento naturale.
 I pigmenti dei  colori con cui ci comunicano le loro immagini, è un materiale naturale (terre, resine, ossidi minerali) che ha la caratteristica di riflettere una particolare frequenza dello spettro cromatico della luce.
Il colore materico ( olio,tempera, ecc.) è una sostanza che riflette come uno specchio solo una parte della luce che riceve da una fonte luminosa (sole, torcia, o candela). Sia la produzione che la sua fruizione di quell'opera  d'arte era legata a quel tipo di medium che era la luce naturale.
Vedere questi capolavori alla luce elettrica di lampadine alogene o di altra natura  oppure  addirittura su schermi dei nuovi device o in tv o sul pc, non ha senso. La giusta maniera è un ambiente con luce naturale come i grandi musei che sono dotati di lucernai spaziosi da cui entra la luce solare del giorno. La visione di queste immagini con la luce artificiale è come ascoltare una sinfonia di Mozart per violino con una chitarra elettrica. Se ne intuisce il motivo ma non è certamente la stessa cosa.

Le immagini digitali al contrario, sono nate e lette con una illuminazione autonoma, sono colori retroilluminati , non dipendono da una luce esterna,  la loro esistenza è nata con la luce dei pixel con cui è costituita la loro struttura. Il creatore di immagini che utilizza lo schermo digitale e la penna ottica per creare i suoi lavori utilizza come medium la luce stessa del monitor. Si potrebbe dire che le immagini materiche hanno un medium indiretto, mentre quelle digitali, lo hanno diretto.
Le immagini materiche sono relative mentre quelle digitali si possono considerare assolute.

Le immagini tradizionali esistono per riflesso, mentre quelle digitali sono autonome, esistono grazie alla energia da cui sono nate e con cui sono fatte.
 Un immagine materica in un ambiente senza fonte di illuminazione è inerte, non trasmette nessun messaggio, rimane una materia oscura. Per  comunicare il suo messaggio le è necessario una energia luminosa esterna al suo corpo, mentre per un immagine digitale l'energia per comunicare il suo messaggio è al suo interno, è nella sua struttura con cui è costruita. È energia che si organizza in immagine senza l'utilizzo indiretto di materia. Il suo contenitore , il medium con cui viene trasportata è l'energia che la costruisce e la trasmette. È autosufficiente!!


La produzione di immagini è una caratteristica che solo l'uomo possiede. Non esiste nessun essere vivente che produce immagini per trasmettere informazioni. La tela del ragno, gli alveari delle api, le conchiglie del paguro sono immagini costruite dal loro istinto, non sono dettate da nessun pensiero critico o progetto mentale, e soprattutto non trasmettono informazioni ai propri simili ma sono solo il risultato delle loro attività per la sopravvivenza.

Al contrario l'uomo fin dall'inizio dei tempi ha utilizzato il codice visivo per trasmettere informazioni ai suoi simili e con il passare del tempo questa sua capacità si è sempre più raffinata e specializzata fino a raggiungere livelli assoluti.
   Potremmo considerare un  immagine come un insieme di varie informazioni veicolate da un medium che le trasporta nelle due dimensioni in cui sono immerse: il tempo e lo spazio, e che sono dirette a diversi destinatari.

Per esempio i primi graffiti sulle pareti delle caverne erano informazioni che il suo creatore lanciava alla divinità (destinatario) utilizzando la terra d'ocra per eseguirle e la parete  come supporto (medium) per fissarle nel tempo (dimensione temporale)  e averle così sempre a disposizione nei giorni successivi. Non erano trasportabili ma nelle epoche successive anche la dimensione spaziale fu inglobata nella produzione di immagini. L'invenzione delle tavolette d'argilla, del  papiro e della carta fu una soluzione tecnologicamente perfetta sia per inglobare il fattore tempo che quello dello spazio.
In questo saggio mi sono proposto di analizzare la caratteristica strutturale delle immagini  che nei vari periodi storici hanno trasportato e scambiato  informazioni tra gli uomini e capire così il grande cambiamento che drasticamente si sta compiendo in questi ultimi tempi con l'introduzione sia di nuovi medium che di codici informativi.
Inizierei a definire i vari contenuti di un immagine, le sue lessie visive. Una immagine è la somma di molteplici informazioni primarie, come un racconto articolato è formato da diversi periodi il cui insieme porta ad un quadro generale di quello che si vuole dire. Nello studio di un testo il  nome che viene dato ai vari periodi che lo compongono è lessia. Anche per un immagine credo si possa usare il termine lessia visiva per determinare le varie componenti che la formano.
In una immagine bidimensionale le lessie visive più evidenti sono la sua dimensione, il suo cromatismo, gli equilibri delle forme che compongono l'immagine,    

sabato 7 maggio 2011


vecchie foto

Incredibile!!!! guardate cosa ho trovato tra le scartoffie...era il 1984!!! e qui sono nel mio ufficio all'Unità di Milano di viale Fulvio Testi mentre provo a disegnare con un commodore 64, un pezzo preistorico dell'era del digitale..... quando si dice essere pionieri, non esistevano ancora i cellulari! il personaggio che cercavo di disegnare e che mi sembra anche di esserci riuscito era quello che disegnavo allora sulle pagine di Repubblica..... l'anno lo si può leggere anzi intuire dal calendario che è appeso al muro..... foto storiche da archivio

venerdì 6 maggio 2011

abstract per un seminario sugli e-drawing

Salve a tutti, finalmente ho qualche minuto per il blog, è un periodo molto intenso di contatti i cui risultati spero di metterli in rete al più presto.... per ora sono solo progetti molto interessanti che hanno bisogno di conferma...vi farò sapere appena ho la quasi certezza di fattibilità. Per ora vi metto al corrente per chiunque potrebbe interessare il mio abstract che utilizzo per i vari incontri, sempre disponibile nel limite delle mie possibilità. A presto








LIBRI DIGITALI
DI
TERZA GENERAZIONE


I nuovi e-reader, e-book, book Apps e  le immagini digitali

(progetto per un incontro-seminario)






di
Giulio Peranzoni



















    In questi ultimi mesi sono avvenuti dei cambiamenti radicali per quanto riguarda lo scambio dei saperi.
    Tra questi in particolare  la comparsa degli e-book, i libri in digitale, e le conseguenti  nuove forme di lettura che hanno portato nel campo editoriale una rivoluzione epocale, addirittura denominata  "la quarta rivoluzione" e paragonata alla scoperta dei caratteri mobili e della stampa da parte di Gutemberg.


Di fronte a questo nuovo contesto mi sembra molto importante da parte di chi conosce, per questioni professionali,  le nuove tipologie di prodotti e le procedure di utilizzo dei libri digitali,  mettere al corrente anche le persone "non addette ai lavori".


 E’ da diversi anni che l’informazione scritta e visiva viene elaborata in forma digitale per poi essere stampata su supporto cartaceo e di nuovo archiviata in digitale. Ora, con l'uscita in commercio dei nuovi tablet e i post-computer, la digitalizzazione dell'informazione scritta è completa.
Nell'ambito dell'editoria la trasformazione è stata totale.

 
 In effetti è  da circa un decennio che con gli e-book in formato e-pub è iniziato a formarsi un nuovo mercato di nicchia autonomo ma limitato; ora, con la comparsa dell'ipad e i nuovi reader device, questo settore sta iniziando a prendere le caratteristiche di un vero mercato globale parallelo a quello tradizionale e con molta probabilità il principale per le future generazioni di lettori.







  Di conseguenza mi sembra importante e fondamentale da parte degli operatori che lavorano nel settore dei libri e dell'editoria in generale di mettere al corrente del nuovo paradigma culturale che è in atto.



   Come nelle precedenti conferenze e seminari che ho tenuto allo IED (Istituto Europeo di Design) di Milano , all'Università Statale di Pisa e alla Fiera del libro di Bologna, il mio scopo è quello di informare in generale tutti i lettori di libri e le persone interessate alla cultura,  ma soprattutto di far conoscere agli studenti e agli  insegnanti dei vari Istituti ad indirizzo artistico e umanistico il nuovo scenario culturale che si sta definendo e che fuori dal nostro paese è già ormai in una fase molto avanzata. Mi sembra importante che gli operatori culturali e formativi sostengano una  iniziativa che ha come scopo una  alfabetizzazione informatica necessaria per lo sviluppo futuro del paese adeguato alla nuova realtà tecnologica globale.








  Allego alla presente il mio abstract che ho utilizzato negli  altri incontri e dove sono illustrati i punti principali del mio intervento.








ABSTRACT





·      La nuova e potente rivoluzione culturale dei saperi: gli e-book

·      Cosa sono i nuovi tablet e gli e-readers device: metodi di lettura (lean back, lean move, e lean forward)

·      Caratteristiche del nuovo mercato editoriale degli e-book e paragone con l'editoria tradizionale. L' aspetto economico e i diritti di riproduzione

·      Differenza tra la seconda e la terza generazione dei libri digitali: e-pub e Apps.

·      Come scaricare dalla rete gli e-book e le procedure per leggerli.

·      Cosa sono gli ipertesti e le loro potenzialità

·      I nativi digitali la loro percezione visiva e la loro tipologia di apprendimento

·      La nuova sociologia informatica

·      Le immagini digitali: gli e-drawing e le loro caratteristiche

·      Gli illustratori tradizionali e quelli digitali

·      Dinamicità dell'immagine e il nuovo rapporto con il testo negli e-book

·      Interattività testo-immagini

·      Le immagini  in 2D e in 3D . Tridimensionalità percettiva ed effettiva

·      Il problema degli originali e il "cloud computing"












Aspetti organizzativi





   Nella quasi totalità dell’incontro verranno proiettate con l’utilizzo di un Ipad 2 moltissimi esempi visivi  fissi e animati di tutte le tipologie di apps ed e-book di cui parlo. La presenza di un proiettore con una presa VGA è necessaria. Per la navigazione in internet non ci sono problemi perchè l’Ipad 2 è di tipologia 3G che sfrutta la sim card come un normale cellulare.

























Giulio Peranzoni

Giulio Peranzoni nato a Milano, è stato presidente dell’Associazione Illustratori dal 1992 al 1998. Ha collaborato come vignettista (la Repubblica) e illustratore per i maggiori quotidiani e periodici italiani (l’Unità, Il Corriere della Sera)  e per diverse agenzie di pubblicità. Attualmente collabora con le principali case editrici italiane del settore scolastico,  di formazione e nel settore pubblicitario.
E’ stato docente di illustrazione realistica all’Istituto Europeo di Design e alla Scuola del Fumetto di Milano e docente di computer graphic alla scuola del Castello Sforzesco. Nel 2010 ha pubblicato per l’editore Area51 l’e-book “E-Drawing  Il nuovo paradigma dell’illustrazione”.
Oltre all’attività di illustratore si dedica alla pittura e alla scultura.
Vive e lavora in Toscana a Massa Carrara.










Contatti

indirizzo Skype: giulio.peranzoni
viale della Stazione, 123 MASSA
tel. 0585 250211
cell. 3288752002


mercoledì 20 aprile 2011

link del seminario

Alcune persone mi hanno chiesto il link dell'università di Pisa dove trovare il mio seminario, ero convinto di averlo pubblicato sul blog, ma non lo vedo.... provvedo subito

http://iu.di.unipi.it/video/index.php?url=2010/peranzoni.m4v

spero di pubblicarne altri nel prossimo futuro. A presto

domenica 17 aprile 2011

nuova intervista a Beltel on line: Come cambierà l’editoria libraria tra libri interattivi con rich media content e weblinks? Quale scenario per quotidiani e periodici? E come evolveranno le esperienze dei consumatori?

Intervista
di

BELTEL ON LINE
a

Giulio Peranzoni





D.
Dpo il successo dell’Ipad e con molti altri tablet in arrivo, si prevede una rapida migrazione dell’editoria verso contenuti digitali. Come cambierà l’editoria libraria tra libri interattivi con rich media content e weblinks?
Quale scenario per quotidiani e periodici?
E come evolveranno le esperienze dei consumatori?


R.
Con  il lancio in commercio dell'ipad e dei nuovi device  in questi ultimi  mesi sono avvenuti dei cambiamenti radicali per quanto riguarda  lo scambio dei saperi. Siamo in un momento molto particolare, di transizione tra un'epoca che si sta per chiudere  e una nuova appena nata. Il passaggio totale delle informazioni per la prima volta nella storia dell'uomo si smaterializza, ogni informazione in forma scritta, sonora, visiva viene tradotta in algoritmi per essere trasportata e archiviata in impulsi elettrici.
L'importanza di questo passaggio è  stato addirittura denominato la " quarta rivoluzione" e paragonato alla scoperta dei caratteri mobili e della stampa da parte di Gutemberg. Di fatto sono nate nuove tipologie di letture che nel campo editoriale hanno provocato appunto una rivoluzione epocale.
Ma l'aspetto più sorprendente è la velocità dei cambiamenti e delle novità nell'arco di pochi mesi.In effetti l'informazione scritta è ormai da diversi anni che viene elaborata in forma digitale per poi essere stampata su supporto cartaceo e archiviata di nuovo in digitale. Ora, con l'uscita dei nuovi tablet digitali  e i post-computer come lo smartphone, la digitalizzazione dell'informazione scritta è completa.
Nell'ambito del mercato editoriale  la trasformazione  è stata totale. Da diversi anni con gli e-book in formato ePub   è iniziato a formarsi   un nuovo mercato di nicchia autonomo  ma ora,  con l'uscita dell'ipad e la sua diffusione di massa, questo sta iniziando a prendere  le caratteristiche di un vero  mercato globale  parallelo a quello tradizionale. Un nuovo mercato con prodotti nuovi ma anche con nuove figure professionali: sviluppatori, e-publiser, illustratori digitali, animatori, informatici.
Con la nascita dei nuovi e-reader non solo si è aperta una espansione del mercato editoriale digitale, ma di fatto si è entrati in una produzione  dei libri digitali che chiamerei di seconda generazione: l'e-book in formato APPS.
La grande differenza tra un e-book  normale e un book-app è nell'utilizzo massimo del dinamismo del device che lo ospita, nell'interazione tra testo scritto e sonoro e, soprattutto, nell'interazione del testo e dell'immagine con il lettore. Di fatto una app di un libro non è più da considerarla come  un libro digitale  ma un prodotto editoriale completamente nuovo,  una sua ulteriore evoluzione. Al suo interno oltre a trovare lo scritto possiamo trovare animazioni, link di approfondimento, soluzioni ludiche e formative, diverse possibilità di lettura, e soprattutto una interattività totale con il  lettore.
Ogni giorno solo sul Apple store nella categoria libri vengono editati circa 50 nuovi titoli in apps. Nel primo anno dall'uscita del primo iPad sullo stesso sito si trovano ora circa 20.000 titoli di libri.
Nel luglio dell'anno scorso il sito americano Amazon ha dato la notizia che i titoli in digitale scaricati da internet avevano superato le vendite dei libri in formato cartaceo.
Sono tutti segnali che confermano la nascita di un nuovo mercato globale.
Nel mio piccolo saggio "e-drawing" edito da Area51 di Bologna, cerco di analizzare nel dettaglio  l'aspetto visivo di questo nuovo prodotto editoriale e la grande differenza tra immagini destinate al supporto cartaceo da quelle destinate ai nuovi device.( A questo proposito vi segnalo un link sul sito dell'Università di Pisa del dipartimento di informatica umanistica, dove potete trovare un mio seminario in cui espongo con esempi il contenuto del saggio
 http://iu.di.unipi.it/video/index.php?url=2010/peranzoni.m4v
Lo scenario editoriale che si presenterà nel breve periodo avrà la stessa caratteristica dell'evoluzione che c'è stata tra il web e il web.2 e cioè da un passaggio di informazione passiva ad una interattiva. Una informazione personalizzata del lettore.
Esiste già una app chiamata "zite" personalized magazine, in cui il lettore seleziona delle categorie generali (arte, politica, cultura, sport,....) e l'applicazione in pochi secondi preleva da internet le più importanti notizie e confeziona una rivista personalizzata completa, con una sua grafica e impaginazione e con tanto di immagini. Probabilmente i prossimi e-publisher avranno solo il compito di fornire in rete (cloud computing) i contenuti senza l’esigenza di vestirli graficamente.
I codici che l’uomo ha usato in tutta la sua storia, visivi, sonori, scritti diventando digitali di fatto si sono smaterializzati, e si sono tradotti in informazioni algoritmiche archiviate nella famosa “nuvola”, il cloud computing. Una memoria immensa e planetaria da cui altri algoritmi potranno prelevare e personalizzare ogni esigenza informativa.
Siamo di fronte ad un nuovo paradigma culturale dell’uomo: una informazione personalizzata e interattiva!.
Per quanto riguarda la mia professione, e cioè il creatore di immagini, il mio prodotto lo considero uno dei principali protagonista di questa rivoluzione.
Nei nuovi device di lettura, il primato dell’immagine sullo scritto è evidente. Ma se la caratteristica delle immagini sul cartaceo era l’inamovibilità, ora le nuove immagini digitali sono dinamiche, interattive, tridimensionali. E’ per questo che le ho denominate e-drawing, per distinguerle dalle altre immagini elaborate in digitale ma destinate ad un supporto cartaceo.
Per il classico lettore di libri è una evoluzione totale. Il classico libro già non esiste più. L’interattività che il lettore aveva con il volume di carta era il suo dito che sfogliava una pagina dopo l’altra.
Nell’e-book di prima generazione, (quello in formato epub), questa interattività era stata riportata quasi fedelmente ma nelle apps questa si è moltiplicata in maniera esponenziale. Posso decidere che forma dare al mio testo, le immagini le posso animare al mio comando, ingrandirne i dettagli, entrarci dentro ed esplorarle, togliere il cromatismo e colorarle da solo, dietro ogni immagine ce ne potrebbero essere altre  in uno sviluppo tematico successivo. Nel breve periodo è facile prevedere che con il perfezionamento della tecnica del 3D le immagini al mio tocco usciranno dallo schermo del mio lettore per prendere una forma tridimensionale oleografica, come un libro pop-up.
Ma per il lettore  non solo esisterà una interattività con il book-apps, ma anche una interattività con gli altri lettori. In alcune realtà scolastiche si stanno già sperimentando la confezione di testi personalizzati semplicemente passandosi informazioni tra classi e scuole differenti.
Tutto ciò sta portando enormi cambiamenti in profondità. Non solo cambiano le  esperienze dei lettori ma le nuove generazioni, le digital born, stanno cambiando la percezione visiva delle immagini e la maniera di acquisire il sapere.
Nel bellissimo libro di Paolo Ferri, “Nativi digitali” noi veniamo definiti giustamente dei migranti. Siamo la generazione gutemberiana formatasi sul cartaceo che si sta adeguando al trasferimento del  proprio passaggio di sapere alla realtà digitale. E’ per questo che in molti esiste una certa ansia e una certa nostalgia per il famoso “odore dell’inchiostro” ma le nuove generazioni che si stanno formando da subito al digitale non hanno questi freni.
Anche la loro maniera di apprendere è ormai radicalmente diversa dalla nostra. Le nozioni che abbiamo appreso ci sono state passate verticalmente, calate dall’alto: prima i genitori, poi il maestro, il professore, il capo ufficio, ecc., loro invece acquisiscono il sapere in maniera “learning by doing” navigano in rete per tentativi, ciattano coi social network, cercano e trovano informazioni utili nella grande  nuvola di internet. La loro percezione dei colori  e delle forme è cambiata come è cambiata la maniera di  informarsi e di leggere.
Sono   temi affascinanti su cui sto lavorando per un prossimo saggio e che lo spazio in questa sede non mi permette di approfondire, ma che spero di riportare in un prossimo appuntamento.

lunedì 4 aprile 2011

2 parte dell'intervista

(3)
Di conseguenza cosa significa per l'illustratore doversi rapportare con il supporto digitale? Ha senso ripensare l'illustrazione cartacea per adattarla al nuovo supporto o è più corretto considerarlo come un nuovo campo con un nuovo sistema di regole completamente diverse dal precedente?

R.
Siamo in un momento molto particolare, di transizione tra un'epoca che si sta per chiudere  e una nuova appena nata. Il passaggio dei saperi per la prima volta nella storia dell'uomo si smaterializza, ogni informazione in forma scritta, sonora, visiva viene tradotta in algoritmi per essere trasportata e archiviata in impulsi elettrici. L'illustratore è un creatore di immagini, per cui si può definire un creatore di informazione visiva e come tale per riuscire a trasmettere il suo messaggio già da diverso tempo  ha dovuto confrontarsi con il mezzo informatico per costruire il suo prodotto. È da diversi anni che noi illustratori  elaboriamo le nostre immagini in digitale che però alla fine della filiera editoriale vengono stampate su carta. Ora con i nuovi device la creazione di immagini digitali trova finalmente la sua naturale sede in un media digitale.
È naturale che non ha nessun senso continuare a elaborare immagini con caratteristiche adatte al cartaceo. Certo nei nuovi device è possibilissimo riprodurre immagini con le caratteristiche di un disegno stampato su carta. Nella tavola rotonda organizzata   alla Fiera del libro di Bologna dove ho partecipato insieme all'editore Neugebauer e allo sviluppatore di Apps nonché editore Umesh Shukla,  è stato presentato da quest'ultimo una app di un libro per bambini "little mermaid" illustrato dalla famosa illustratrice austriaca Zweger, la cui caratteristica è l'esecuzione di delicatissimi acquarelli su carta. Ebbene, grazie alle competenze di Shukla sono rimasto molto sorpreso di come un disegno tradizionale  opportunamente elaborato con i dovuti software possa trasformarsi in un app di alto livello. Questo per dire che anche chi non è completamente immerso nel nuovo mercato delle Apps può avere il suo spazio e la possibilità di proporre un prodotto tradizionale. Ma è come avere una Ferrari e guidarla in un centro abitato o in un viottolo di campagna. Le potenzialità dei nuovi tablet, come il touch screen, lo swipe, la dinamicità delle immagini, l'interazione con il sonoro portano alla conclusione che le immagini adatte a questo tipo di media sono di tutt'altra natura. Se andate nella apple store, categoria libri, troverete migliaia di apps vendute come libri. Si continua a identificarli come libri, ma è evidente che sono ormai un altra cosa. Al loro interno oltre al testo si trovano immagini in movimento, effetti sonori, effetti interattivi, soluzioni ludiche, insomma non è più un libro, è una sua evoluzione, un prodotto ibrido completamente nuovo che prima non esisteva. Per sfruttare al meglio la  tecnica del touch screen e girare le immagini con il mio tocco,  il mio istinto di creativo mi suggerisce di elaborare immagini in 3D. L'interazione con il sonoro mi suggerisce di proporre immagini in movimento. Anche i colori non sono gli stessi della carta. Per stampare un disegno materico o digitale sul cartaceo c'era bisogno di trasformarlo in cymk. Ora i colori di un video sono retroilluminati e in rgb. Cambiano tutti i parametri cromatici. I delicati toni di un acquarello stampati su carta porosa non saranno mai gli stessi riprodotti su uno schermo. I colori stampati su carta prendono vita da una fonte di illuminazione esterna, e con quella vibrano e trasmettono valori cromatici. Una immagine stampata su carta e letta a lume di candela è diversa se vista alla luce di un neon. Le immagini viste su un tablet sono retroilluminate, per cui sono autosufficienti e il loro cromatismo non cambia, i colori hanno un loro valore cromatico  intrinseco non dipendono da una fonte di luce esterna. Non solo, ma le nuove generazioni di futuri lettori, i nuovi nativi digitali, stanno cambiando la loro percezione visiva. I così detti digital born formandosi fin dai primi anni sui nuovi device e sugli schermi del computer, stanno educando il loro cervello a percepire scale cromatiche differenti dalle nostre. La nuova percezione visiva delle nuove generazioni ha bisogno di una lunga riflessione analitica  che ora qui per ragioni di spazio non posso fare, ma la conclusione è che sia necessario assolutamente per noi illustratori pensare a   nuove regole e nuovi parametri  per fare immagini.




(5)
Chi sono, dal suo punto di vista, coloro che stanno meglio interpretando questo mutamento? Dove vale la pena di investigare per trovare dei validi esempi di illustrazione dinamica?

R.
Chi interpreta al meglio quello che sta succedendo sono tutti coloro che hanno capito l'importanza  della realtà digitale come mezzo di scambio dei saperi. Tra quelli della generazione gutemberiana, come la definisce Paolo Ferri nel suo libro "Nativi digitali",  che hanno avuto il coraggio fin dai primi hanno novanta di utilizzare il computer per elaborare i propri disegni sono i nuovi creativi che sfrutteranno in pieno questo nuovo mercato editoriale che tra l'altro fra qualche anno sarà il mercato editoriale principale. Tutti coloro che utilizzano software di modellazione in 3D sono strutturalmente i migliori interpreti di questa nuova realtà. Per non parlare poi dei nuovi creatori di immagini che arrivano dalla digital-born, quelli per intenderci che hanno imparato a disegnare e a creare con la penna ottica in mano senza mai aver visto un tubetto di colore ad olio. Ma in ogni caso basta andare sulle apps della Apple store nella categoria libri per trovare migliaia di libri in formato Apps e prendere nota degli sviluppatori e dei relativi illustratori. Chi ha iniziato a illustrare le  Apps, che considero una evoluzione superiore dell'e-book, sono già i nuovi creativi del futuro. Sono tutti quanti potenzialmente i protagonisti di questo nuovo mercato globale, ma  questo non vuol dire che gli altri siano esclusi, basta adottare le nuove tecnologie e il know how necessario. Come esempio diretto mi metto personalmente in gioco. Dalla vetta dei miei 58 anni sono riuscito, e con molto piacere,  a saltare negli anni 90 sul treno del digitale ed è una esperienza entusiasmante che ancora continua e mi appassiona. Questo per dire che non è necessario essere un nativo digitale per interpretare la nuova realtà, tutti possono essere al passo con i tempi. L'importante per tutti quelli  che lavorano nell'editoria è capire che ogni tipo di messaggio visivo che voglio trasmettere deve essere necessariamente espresso nel linguaggio del tempo in cui ci si trova.