sabato 21 agosto 2010

e-drawings

Nuovo paradigma dell'illustrazione
di Giulio Peranzoni

Le immagini disegnate sono state il primo codice per trasmettere informazioni. Dai primi graffiti rupestri fino ai bellissimi geroglifici e ai simboli delle civiltà precolombiane, il passaggio del sapere dopo l'oralità era affidato alle immagini disegnate. Anche dopo
essere state sostituite dalla scrittura, sono state sempre in simbiosi con il testo scritto.
Ad ogni rivoluzione del processo e del mezzo della comunicazione scritta, la produzione di immagini si è sempre adeguata. Codici miniati, litografia, punta secca, bulino, fotografia, fotolito: l'illustrazione è sempre riuscita a riadattarsi alla nuova rivoluzione
tecnologica del periodo.
In questi ultimi tempi l'e-book ha quasi raggiunto le caratteristiche ottimali per essere il mezzo principale di scambio dei saperi della nostra società.
E puntualmente l'illustrazione si è subito adeguata al nuovo mezzo. Già dall'inizio degli anni novanta del secolo scorso, alcuni illustratori sperimentavano i primi programmi per produrre in digitale le immagini. Illustrazioni digitali che comunque erano destinate a essere stampate su carta. Poi l'espansione planetaria del web ha prodotto illustratori che creano in digitale per un mercato completamente digitale, ora anche il mondo editoriale dà la stessa opportunità. Di conseguenza anche il prodotto illustrativo è cambiato, con l'affermarsi degli e-book stanno nascendo nuove tipologie di disegno. Ibridi tra animazioni e disegno, disegni interattivi grazie alla tecnologia del touchscreen o della swipe. Sono novità che inevitabilmente stanno cambiando anche la figura professionale degli illustratori. Da una prima spaccatura netta tra chi rifiutava il pc come mezzo di disegno e chi invece sperimentava i primi software, si è arrivati ai giorni nostri in cui una nuova generazione di digital-born produce immagini digitali per un mercato digitale.
Dunque nuove tipologie di immagini, nuove figure professionali, nuovi mercati da esplorare, sono questi i punti su cui riflettere.
Si potrebbero denominare "illustratori materici" gli illustratori predigitali, cioè la categoria di professionisti che lavoravano prima dell'era digitale, professionisti del pennello, eredi di quella manualità ed estro ereditate dal campo dell'arte, per intenderci coloro che operano esclusivamente con pigmenti, pennelli e supporti materici diversi. Da questa grande famiglia però già negli anni settanta si ha una diversificazione abbastanza accentuata. Anche se inventato verso la fine dell'800 è in questo periodo che spopola tra gli illustratori l'aerografo.
È il periodo dell'iperrealismo, e tra gli illustratori di allora si configura subito una spaccatura tra gli aerografisti e gli altri. Nelle grandi città e nei maggiori istituti d'arte nascono numerosi corsi di aerografo, vengono pubblicati libri e dispense sull'utilizzo della aereopenna. Si potrebbe già intravedere quello che più avanti succederà: la divisione tra chi accetta nuove tecnologie come normali mezzi con cui sperimentare nuovi scenari creativi e chi invece non vuole contaminare una tradizione artistica basata sulla manualità e l'estro del tocco.

In ogni caso erano due categorie diverse nella maniera di produrre
immagini, ma che lavoravano verso un solo mercato.
Negli anni novanta la situazione cambia completamente. Entra in
scena l'era del digitale e dopo un periodo di rodaggio con i primi
programmi di pittura digitale molto rigidi, lenti e soprattutto
maledettamente complicati, si arriva ad una simulazione perfetta dei
media naturali con software sempre più intuitivi e veloci aprendo la
strada a nuove possibilità creative.
Ai miglioramenti dei software, in questo periodo si hanno significativi
miglioramenti anche per l'hardware. Infatti già alla fine degli anni
novanta esistevano numerose penne ottiche con tavolette che avevano
centinaia di livelli di pressione. L'uscita poi, all'inizio del millennio,
della Cintique, la video-tavoletta precursore del touchscreen ha
portato al massimo il livello di imitazione e naturalezza del disegno.
Nello stesso periodo in cui la tecnologia raggiunge una discreta
affidabilità si configura anche un nuovo mercato: il web.
Con il diffondersi del web, si creano nuove condizioni per il mercato
delle immagini, anzi nasce un nuovo mercato in cui la richiesta di
immagini è molto elevata.
Questo è comunque un periodo che, come in tutte le epoche in cui si
verificano delle profonde rivoluzioni di tecnologie, il vecchio e il
nuovo viaggiano sui propri binari parallelamente. È sempre esistito un
periodo di transizione prima che il nuovo sostituisca il vecchio, ed è
proprio in questo periodo che la nostra generazione di illustratori si
trova. Un mercato editoriale tradizionale a stampa su cui fanno
affidamento il primo gruppo di illustratori, quelli materici e comunque
affiancati da quelli digitali, e un nuovo mercato editoriale totalmente
digitale su cui fanno affidamento esclusivamente chi usa il linguaggio
elettronico. E non è difficile prevedere cosa succederà in un prossimo
futuro, quando il nuovo sarà la normalità e il vecchio mercato sarà
sempre più ridotto ad una nicchia per amatori. Il mercato delle
immagini elettroniche sarà sfruttato da una generazione ibrida in cui
si troveranno illustratori che sanno disegnare sia con i mezzi
tradizionali ma che hanno avuto il coraggio di sperimentare le nuove
tecnologie e la nuova generazione, per intenderci la digital-born, di
illustratori nati e formati completamente nella realtà digitale. Gli
esclusi passeranno nel campo dell'arte pura, o nel peggiore dei casi
cambieranno lavoro. Dunque è in atto un profondo cambiamento di
competenze e di professionalità dell'illustratore e automaticamente
anche del suo prodotto: l'illustrazione.

E-DRAWINGS
di primo livello
A differenza delle precedenti rivoluzioni in quest'ultima abbiamo una
novità assoluta per quanto concerne l'immagine che accompagna un
testo scritto, la sua dinamicità.
Nelle precedenti innovazioni tecnologiche l'immagine che veniva
utilizzata per accompagnare un testo, manuale o stampata, in un
unico originale o ripetuta in numerose copie, aveva una caratteristica
comune: la sua inamovibilità !
O in copia unica e dipinta a mano su un codice amanuense o incisa su
lastra e ripetuta migliaia di volte in stampa su un libro, una volta
impressa al suo supporto di lettura, l'illustrazione era quella, definitiva,
intoccabile, eterna come l'oggetto che la conteneva.
Ora in questa quarta rivoluzione, l'immagine disegnata, che per
millenni è stata a fianco della forma scritta con un aspetto fisso e
definitivo, cambia completamente la sua struttura, la sua funzionalità
rispetto al testo, diventando appunto un immagine dinamica con
numerose nuove soluzioni comunicative.
In questi ultimi tempi si possono già distinguere come potranno essere
le illustrazioni future che accompagneranno gli e-book. Immagini che
gradualmente dal bianco della pagina affiorano e prendono
consistenza non improvvisamente come quando sfogliando un libro ce
le troviamo di fronte improvvise e definitive, ma focalizzandosi
durante il tempo di lettura, oppure immagini che da una posizione
della pagina si spostano e si collocano in un altro spazio, dettagli del
disegno che escono dal loro contesto e ingrandendosi danno maggiori
informazioni.
Un esempio molto indicativo l'ho visto su un libro elettronico di
favole. Intorno al testo scritto c'era una cornice floreale, con foglie e
boccioli di fiore che durante il tempo di lettura della pagina stessa,
pian piano si trasformavano in fiori.
Il meccanismo è sempre quello che guida una animazione tradizionale,
ma la differenza è la sua velocità. In un cortometraggio animato la
velocità vuole riprodurre la realtà, il sonoro e l'immagine sono uniti in
un unico codice, al contrario in un e-book il testo e l'immagine
continuano ad avere una propria identità. La velocità di una
animazione per un e- drawing è intrinseca, discreta e segue il ritmo
della lettura. Se applichiamo la velocità di una animazione
tradizionale ad un e-drawing non funziona, non avrebbe senso, la
velocità di un cartone è la velocità che cerca di riprodurre il
movimento reale (22 fotogrammi al secondo).
Un altro esempio di dinamismo di un e-drawing è la possibilità di
poter cambiare il proprio cromatismo durante il tempo di lettura.
Vicino ad un testo che descrive una situazione temporale limitata, per
esempio il viaggio di una caravella verso il nuovo mondo, nel tempo
di lettura che mi descrive il lungo viaggio, il fondo del cielo e il mare
su cui naviga la caravella potrebbe cambiare da un cielo mattutino a
una colorazione dello stesso cielo verso il tramonto. Discretamente, come una ripresa naturalistica, con un effetto sicuramente più emozionante di una illustrazione stampata e fissa. Oltre ad una illustrazione prodotta in digitale che può considerarsi totalmente adatta per un e-book, le animazioni elementari di questo tipo potremmo definirle e- drawing di primo livello, quello più semplice ma che già sfrutta la dinamicità del nuovo mezzo elettronico. Illustrazioni che si muovono al ritmo della lettura ma non ancora interattive.

E-DRAWINGS
di secondo livello
Una ulteriore rivoluzione all'interno di questo nuovo paradigma
dell'illustrazione è dovuta alla tecnologia dello touchscreen, la
possibilità di interagire con il proprio schermo. Già sperimentata agli
inizi di questo secolo ma ancora molto costosa e poco sensibile, il suo
diffondersi e perfezionarsi in questi ultimi anni è dovuto alla entrata in
scena dei telefonini di ultima generazione e ai palmari. Oltre alla
possibilità di muoversi e trasformarsi all'interno di un testo,
l'immagine disegnata può essere dunque manovrata, mossa dal lettore
all'interno della pagina, questo ulteriore progresso applicato ad un
disegno lo definerei e-drawing di secondo livello.
Così nuove possibilità e nuove soluzioni creative si configurano, ma
nello stesso tempo nascono e vengono richieste nuove competenze
all'illustratore. Ora non gli si richiede più l'esecuzione di un buon
disegno e di conseguenza una capacità creativa ed estetica, ma alla
sua professionalità tradizionale si inizia a chiedergli anche una
maggiore conoscenza informatica.
Le nuove possibilità che un e-book mette a disposizione richiedono
necessariamente nuove competenze. Già nella creazione di e-drawing
di primo livello, l'introduzione di una animazione elementare
comporta una esperienza nuova per l'illustratore: il saper costruire una
animazione. Questo vuol dire che ad ogni nuova aggiunta di
tecnologia l'e-drawing sale di livello e di conseguenza aumenta la
richiesta di nuove competenze. L'introduzione in un testo elettronico
di nuove opportunità dovuta alla tecnologia del touch-screen richiede
dunque una maggiore conoscenza tecnologica. Ma fino a che punto un
produttore di immagini può permettersi di aumentare le proprie
competenze?
Probabilmente l'esecuzione di un e-drawing di secondo o di livello
superiore necessita di una tale conoscenza di competenze specializzate
che diventerà inevitabile, da parte dell'illustratore, di appoggiarsi a d
altri professionisti. A ben vedere la produzione di immagini complesse
come un film di animazione è il risultato di un lavoro eseguito da
diverse persone, una animazione in 3D comporta ulteriori
collaborazioni, un vero lavoro di squadra. La tendenza probabile per
un esecuzione di e-drawing per livelli superiori sarà quella di
ricercare una collaborazione tra diverse persone.
È la fine di una figura professionale millenaria? La parcellizzazione di
un lavoro in differenti specializzazioni? Non credo, in primo luogo
una illustrazione di base su cui aggiungere altri effetti va comunque
eseguita da un creativo e in secondo luogo è probabile che i software
necessari per ottenere e-drawing di livelli superiori con il tempo
diventeranno sempre più intuitivi e dunque alla portata di una sola
persona.
Le possibilità che la tecnologia del touch-screen offre ad un
illustratore e ad un lettore sono numerose e completamente nuove.
Dalla inamovibilità iniziale del disegno stampato, con il linguaggio
elettronico, si è aggiunto un suo intrinseco dinamismo, ora con
l'utilizzo del touch-screen cade un altra caratteristica dell'immagine
che fino ad ora non si era mai riuscito a forzare: la sua passività.
Non potere riuscire a interagire con i media che ci passano
informazioni è sempre stato un limite non indifferente.
Già Platone faceva notare come il sapere in forma scritta non dava la
possibilità di essere interrogato per chiarimenti ne di riuscire a
contraddire il suo contenuto e infatti nei suoi dialoghi fa sottolineare a
Socrate la pericolosità della scrittura in confronto alla oralità: cioè la
mancanza di interattività!
Il non riuscire a intervenire con chi ci comunica un concetto
utilizzando un media è stato il limite principale del trasporto di saperi.
Un limite iniziato con l'invenzione della scrittura e che è stato
ereditato in tutte le rivoluzioni tecnologiche successive fino ad
arrivare ai nostri tempi. Anche un media moderno come la televisione
o la radio o il cinema ha questo ostacolo: chi lo utilizza non può far
altro che sentirlo o vederlo passivamente, cioè non può interagire con
il suo contenuto, può solo cambiare canale con il telecomando o uscire
dalla sala cinematografica.
La quarta rivoluzione annulla anche questo. Grazie al touch-screen la
mia passività di osservatore di un disegno, sia fermo che animato,
cade. Ora posso intervenire e con il mio dito posso spostare
l'immagine, ingrandirla, spostarne un dettaglio, ruotarla, insomma
entrare nel suo interno e gestirla a seconda delle mie esigenze che la
lettura mi suggerisce.
Ma la lettura di un e-book comporta un limite alla fruizione del
touch-screen. Chi legge un testo non ha tempo per "giocare" con le
immagini. La funzione di illustrare un racconto è sempre stata quella
di supporto, direi una introduzione alla sua lettura, nel senso che
l'immagine disegnata accanto a uno scritto è per aiutare il lettore a
creargli l'atmosfera di quello che sta leggendo o comunque di
aggiungere ulteriori informazioni che se scritte aumenterebbero il
numero delle pagine.
L'uso esagerato di interagire con l'immagine che accompagna un
testo sarebbe una opportunità fuori luogo se non ridondante.
Probabilmente l'utilizzo della tecnologia del touch-screen su di un
immagine è più funzionale a testi didattici o di formazione, in cui il
lettore deve sperimentare diverse azioni visive su immagini che il
testo scritto gli suggerisce. Il vantaggio, per un bambino, di avere un
e-book didattico della scuola primaria con al suo interno esercizi
interattivi è indiscutibile. Ma anche in testi scientifici un e-drawing di
secondo livello ha vantaggi incredibili. Pensiamo per esempio come
può essere vantaggioso poter ruotare un disegno in 3D di uno spaccato
del cuore all'interno di un e-book di medicina oppure di ruotare e di
entrare in un ambiente architettonico disegnato e descritto per un
testo di architettura.

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